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Perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia
Queste le toccanti parole che il replicante Roy Batty di "Blade Runner" recita in punto di morte. Capolavoro del 1982, ispirato al romanzo dal simpatico titolo "Do androids dream of electric sheep?" di Philip K. Dick, che analizza la grande paura umana della morte attraverso la voglia di vivere di macchine create in tutto e per tutto con forma, desideri e sentimenti umani. Ero piccolissimo quando vidi per la prima, ed unica, volta questo film e ben poco ricordavo della storia ma stasera, rivedendolo, giunto a questa frase ecco che la mia mente se la ricordava ancora per filo e per segno, parole e pause. Mi chiedo come, a sei o sette anni, io possa aver avuto la pazienza di vedermi questo gran bel film (cosa che spesso mi chiedo anche per certi libri che ho letto a quell'età...) ma ne sono ben felice. Ma non è per questo film che avevo intenzione di scrivere oggi, è semplicemente capitato e conto di ritornarne a parlare in seguito. Piuttosto volevo parlare di un altro film che avevo visto sempre circa a quell'età. Si tratta di Excalibur del 1982. Ricordavo di averlo visto ma non ricordavo, anche di questo, praticamente nulla. Due anni fa, su di un forum, era nata una discussione sui film che meglio avevano rappresentato su schermo il ciclo arturiano. In molti dissero che Excalibur era completamente fedele alle leggende... finalmente qualche giorno fa sono riuscito a riprocurarmelo e, prendendo una lunga pausa dallo studio, ho deciso di vederlo (sono più di due ore eh!). A parte alcuni attori che recitano veramente da cani e comparse che vengono ferite sul fianco sinistro e soffrono come se fossero state colpite al volto devo dire che il film non sarebbe da buttare via. Però... completamente fedele alle leggende arturiane???? Ma "oh bimbi!" come direbbe il buon prof. Gelichi... Ma voi lo conoscete il ciclo arturiano? Eh mi sa di no. Alcune cose, pochissime, sono state trasposte in maniera corretta mentre la stragrande maggioranza è stata addirittura assegnata ad altri personaggi. Ogni volta mi sorprendo sempre di più di vedere come leggende tanto amate dal pubblico siano in realtà così poco conosciute. E un po' mi piange il cuore. Ecco che quindi, subito dopo aver visto Excalibur, mi è venuta una balzana idea da realizzare negli anni a venire, con molta calma. Pochi lo sanno ma a me piace molto scrivere: poesie, racconti brevi, pensieri, testi di canzoni... Una dozzina di anni fa iniziai a scrivere un libro fantasy e poco dopo iniziai a scriverne uno di fantascienza stile Asimov (questo temo non lo completerò mai perchè ho scoperto che l'idea era buona. Tanto buona che 7 anni fa ho letto un libro che praticamente, con parecchie differenze, era uguale all'idea che stavo sviluppando. sigh sob! me tapino!). Quello fantasy prosegue, lentamente ma prosegue. Ed ora l'idea per un terzo libro, un romanzo che metta insieme con coerenza le discrepanze che nelle leggende arturiane sono narrate da Malory ed altri. Appena finiti questi due esami ho già in programma di iniziare il lunghissimo lavoro di raccolta accurata di tutte le fonti ed iniziare una prima stesura per i vari passi. Chissà, fra qualche anno potreste entrare in una libreria e trovarvi di fronte ad un libro intitolato "Il romanzo del ciclo arturiano" (commenti sul titolo?), ricordatevi allora di quel che ho scritto qui oggi e saprete così che una piccola pazzia di un uomo è stata realizzata. Oppure capiterà che vi troverete di fronte al mio romanzo fantasy... chi potrà dirlo? Lui è sempre lì che attende e ogni tanto si aggiungono pezzi nuovi, i primi fogli scritti ormai stanno iniziando ad ingiallirsi e questo devo dire che mi dà un fremito di piacere ogni volta che li estraggo da dove li ho nascosti per evitare occhiate furtive finchè il lavoro non sarà compiuto. Quel giorno, ancora lontano, il manoscritto viaggerà in mani amiche alla ricerca di commenti sinceri e, spero, apprezzamenti. "Larga è la foglia, stretta è la via, |
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